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Alternative all'IRC nelle scuole pordenonesi? Anche nel 2022 poche...

pubblicato 7 gen 2022, 08:08 da Uaar Pordenone   [ aggiornato in data 7 gen 2022, 12:27 ]

Qualche giorno fa si è aperto il periodo in cui si può scegliere la scuola a cui iscriversi o iscrivere i propri figli. Come lo scorso anno, ci siamo messi nei panni di uno studente o di un genitore che deve compiere la scelta e per il quale è importante un’informazione sull’attività prevista in luogo dell’insegnamento della religione cattolica, che dal 1984, in seguito al Concordato Stato/Chiesa, non è più materia obbligatoria.


Dallo scorso anno, la scelta se avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica si compie direttamente sul sito del Ministero dell’Istruzione al momento dell’iscrizione. Per chi decide di non avvalersi, l’ulteriore scelta su che cosa fare in suo luogo (attività alternativa, studio individuale assistito, non frequenza della scuola nelle ore di insegnamento della religione cattolica) è rimandata, contrariamente al buon senso e a quanto richiesto dal Tar del Lazio, a giugno.


La progettazione di attività alternativa costituisce comunque un obbligo per gli istituti scolastici, già riconosciuto in diverse sentenze e ordinanze: il Consiglio di Stato, nel 2010, affermò che  «la mancata attivazione dell’insegnamento alternativo può incidere sulla libertà religiosa dello studente o della famiglia, e di questo aspetto il Ministero … dovrà necessariamente farsi carico»; un’ordinanza del Tribunale di Padova dello stesso anno stabilì che la mancata attivazione dei corsi alternativi costituisce «un comportamento discriminatorio illegittimo», fonte di responsabilità risarcitoria per l’Istituto scolastico.


Ricerca di alternative all'IRC

Lo scorso anno siamo andati a vedere che cosa si poteva trovare nei siti scolastici dei 39 istituti della nostra ex provincia, e i risultati furono deludenti, anche se non del tutto sorprendenti, purtroppo. Il 13 dicembre abbiamo scritto a tutti gli istituti dicendo che avremmo fatto di nuovo questo tipo di monitoraggio anche quest’anno, invitandoli a fornirci indicazioni su quali attività sono da loro proposte (perché magari non sono esplicitate bene in documenti pubblicati nel sito web). Solo tre istituti ci hanno risposto, e di questo li ringraziamo; per gli altri, abbiamo dovuto fare affidamento ai piani dell’offerta formativa reperiti nei siti e sulla funzione di ricerca testuale che spesso è messa a disposizione.


La situazione, rispetto allo scorso anno, non è migliorata molto. L’ora alternativa (o le ore: nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sono due alla settimana) viene citata in 19 documenti su 39: spesso non per descriverla, ma solo per dire (nel quadro orario) che essa esiste, a fianco o in luogo dell’insegnamento della religione cattolica (e ci sono degli istituti comprensivi che la indicano solo per un ordine di scuola) o per specificare che l’insegnante di attività alternativa, al pari dell’insegnante di religione cattolica, fa parte del consiglio di classe, attribuisce un proprio giudizio e partecipa allo scrutinio (per gli allievi che segue). Per gli altri 20 istituti non esiste proprio, ed è invece presente solo la materia “Religione Cattolica” o, a volte, “Religione” (il fatto che la religione sia quella cattolica sarebbe interessante da precisare, considerando che gli insegnanti sono scelti dal vescovo, anche se pagati dallo Stato).


Anche quando le attività alternative sono citate, non esiste nella maggior parte dei casi una descrizione specifica delle stesse.


Vogliamo qui citare gli unici casi in cui le attività alternative risultano descritte o ci sono state comunicate: 

  • l’Istituto comprensivo di Maniago offre «percorsi educativi, adattati ai diversi ordini di scuola e ai differenti bisogni degli alunni, [che] permetteranno ai bambini di osservare, analizzare e riflettere sui valori, i diritti e i doveri dei sistemi di convivenza democratica, con particolare riferimento a diritto all’istruzione, diritto alla salute e alla sicurezza, diritto alla propria identità culturale»;

  • il Liceo artistico “Galvani” di Cordenons offre attività che permetteranno di «scoprire letture e testi non tradizionali per sviluppare i propri interessi artistici anche attraverso la rappresentazione grafica, pittorica, digitale, fumetto»;

  • il Liceo “Grigoletti” di Pordenone propone «lettura del quotidiano o di una rivista anche in lingua straniera, lettura di brevi testi di etica, visione guidata di film a cui far seguire una riflessione»;

  • l’istituto “Mattiussi - Pertini” di Pordenone ha proposto corsi sulla conoscenza aperta e collaborativa e sulla storia del pensiero scientifico.


Naturalmente, nel caso ci fosse sfuggita qualche proposta, saremo ben lieti di aggiornare questo elenco.


Alle scuole che volessero attivarsi per la progettazione di attività didattiche alternative all'insegnamento della religione cattolica, ricordiamo che la nostra associazione ha una sezione del proprio sito dedicata alla raccolta di idee e proposte a cui ispirarsi. Quest’anno, inoltre, la nostra associazione ha proposto agli Istituti comprensivi una propria donazione di kit didattici di robotica sperimentale da destinarsi alle attività alternative. Purtroppo nessuna scuola del Friuli occidentale ne ha fatto richiesta. Sarà per il prossimo anno scolastico, forse.


Marta Antoniel

curatrice dell'indagine del Circolo Uaar di Pordenone


Cinema e laicità

pubblicato 31 ott 2021, 08:21 da Loris Tissino   [ aggiornato in data 16 nov 2021, 09:51 ]

Novembre ci porta due proiezioni cinematografiche, qui a Pordenone, che non possiamo non segnalare.

La prima è del film «La scelta di Anne - L'événement» di Audrey Diwan, che ha ricevuto all'edizione 2021 della Mostra del Cinema di Venezia il prestigioso Leone d'Oro, ma anche, nel nostro piccolo, il Premio Brian, che la nostra associazione ogni anno conferisce alla pellicola che meglio evidenzia ed esalta i valori legati a laicità e diritti civili.

Premio Brian 2021 a Audrey Diwan

Il film narra la vicenda di Anne, studentessa universitaria, che nella Francia del 1963 — rimasta involontariamente incinta — è alle prese con la decisione di ricorrere all'interruzione volontaria della gravidanza quando era questa era ancora considerata illegale.

Si tratta di un film più che mai necessario in un momento storico in cui il diritto all'autodeterminazione nelle scelte riproduttive è di nuovo pesantemente sotto attacco, in cui la protagonista rappresenta — come hanno scritto i giurati dell'Uaar nelle motivazioni — «un modello esemplare di indipendenza e risolutezza nel far valere le proprie volontà anche di fronte a una società che abbandona e giudica severamente una donna, fino a svilirne l'umanità, per le sue legittime decisioni personali».

La scelta di Anne sarà proiettato a Cinemazero a partire da giovedì 4 novembre



Il secondo film è «Be my voice» di Nahid Perrson. In esso si narra la storia della giornalista e attivista Masih Alinejad, voce di milioni di donne iraniane che si ribellano sui social media contro l'hijab forzato. Di Masih Alinejad la casa editrice Nessun Dogma ha pubblicato il libro «Il vento fra i capelli. La mia lotta per la libertà nel moderno Iran».

Fotogramma dal film "Be my voice"

Be my voice verrà proiettato in anteprima nazionale a Pordenone, nell'ambito del festival "Le voci dell'inchiesta", giovedì 11 novembre alle 20.45.


Aggiornamenti

Il film Be My Voice ha vinto il premio del pubblico al festival Le voci dell'inchiesta. Sull'uscita del film in Italia, vedi anche il post sul blog nazionale dell'Uaar.


FVG Pride transfrontaliero: una bella festa

pubblicato 5 set 2021, 07:43 da Loris Tissino   [ aggiornato in data 8 set 2021, 00:41 ]

Ieri abbiamo partecipato, insieme agli amici del Circolo di Trieste, all'FVG Pride "Sconfiniamo i diritti" che si è tenuto a Gorizia e Nova Gorica. È stata una bella festa, il mattino con il nostro gazebo in Piazza Vittoria, dove abbiamo potuto conversare con diverse persone interessate alla nostra associazione e ai suoi obiettivi, e il pomeriggio con il nostro striscione «Aboliamo il concordato» lungo le vie della città.

Gazebo all'FVG pride
Il gazebo in Piazza Vittoria

Striscione che per alcuni momenti abbiamo avuto il piacere di vedere sostenuto anche dal consigliere regionale Furio Honsell, già rettore dell'Università di Udine e sindaco di quella città, e dal deputato PD Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge di contrasto dell'omotransfobia.

Il sostegno di Furio Honsell
Il sostegno di Furio Honsell


Il sostegno di Alessandro Zan
Il sostegno di Alessandro Zan


La nostra posizione è stata sostenuta anche dal gruppo di Cristiani LGBT in cammino, che volentieri si è affiancato a noi per un tratto di percorso.

Cristiani LGBT
Cristiani LGBT

Perché sì, è bene ricordarlo, essere religiosi non significa essere contrari alla laicità, ed essere per la laicità non significa essere contrari alle religioni. Le rivendicazioni di laicità sono richieste volte ad evitare i privilegi, come quello dei crocefissi nei luoghi pubblici la cui abolizione era giustamente tra gli obiettivi del Pride, considerata una "provocazione" dal Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna.

Al confine con la Slovenia
Al confine con la Slovenia

In Piazza della Transalpina, a Nova Gorica
In Piazza della Transalpina, a Nova Gorica

Loris Tissino
Circolo Uaar di Pordenone


L'Uaar all'FVGPride di Gorizia / Nova Gorica, sabato 4 settembre

pubblicato 28 ago 2021, 09:05 da Loris Tissino   [ aggiornato in data 8 set 2021, 00:29 ]

Sabato 4 settembre si terrà l'edizione 2021 dell'FVG Pride, quest'anno a Gorizia con il titolo "Sconfiniamo i diritti".

L'Uaar è da sempre a fianco della comunità LGBTQIA+ nel sostegno delle sue battaglie e per la laicità: sarà quindi presente, come in molte altre città italiane, a questo evento, con il proprio striscione «Aboliamo il concordato» e con le proprie bandiere.

Nel manifesto dell'iniziativa, tra i vari punti, è presente questo:

Esigiamo che lo Stato italiano garantisca la laicità dei suoi organi affinché nessuna confessione religiosa dell*  funzionari* possa imporre un modello comportamentale, dettare scelte politiche o influenzare scelte giudiziarie che  giustifichino pratiche sociali o atti discriminatori. Chiediamo inoltre che gli enti pubblici ribadiscano la propria indipendenza dalle religioni spogliandosi dei simboli di  culto, come ad esempio i crocefissi nelle scuole, che attentano tanto contro la laicità dello stato quanto al diritto alla libertà religiosa.

Il programma della parte pomeridiana della manifestazione, che ci vedrà presenti, è questo:

15:00: Concentramento in Piazza della Vittoria - Travnik 
16:00: Inizio corteo
19:00: Arrivo in Trg Evrope - Piazza Transalpina, Nova Gorica, inizio parte politica e discorsi
20:00: Dj set, food & drinks

Sarà possibile parcheggiare al cosiddetto "Parcheggio del vecchio mercato all'ingrosso", a tre minuti a piedi da Piazza della Vittoria, accessibile da Via Boccaccio o da Via Santa Chiara. Un po' più lontano, a 7 minuti a piedi, c'è il parcheggio di Piazza Cesare Battisti. Entrambi sono a pagamento, ma è possibile sostare un giorno intero a soli 2 €. Per stalli bianchi si può cercare in via Cadorna.

Norme covid: per partecipare al village o al corteo in Italia non è richiesto nulla se non garantire la normale profilassi (gel igienizzanti, mascherine se non si può garantire il distanziamento sociale di 1 m), mentre per entrare in Slovenia è necessario il Green Pass. La polizia slovena ha chiesto anche che il green pass sia stampato, per velocizzare i controlli.

Da Pordenone ci stiamo organizzando per partecipare con una delegazione di soci, a cui invitiamo soci e simpatizzanti ad unirsi.

Loris Tissino
Coordinatore del Circolo Uaar di Pordenone

Aggiornamento
Abbiamo raccontato com'è andata in un altro post.

Chi ha paura dei manifesti dell'Uaar?

pubblicato 4 apr 2021, 03:16 da Uaar Pordenone   [ aggiornato in data 4 apr 2021, 03:30 ]

La libertà di espressione a qualcuno dà evidentemente fastidio. Come in altre città italiane, anche in Friuli Venezia Giulia (qualche giorno fa a Udine, oggi a Spilimbergo) c'è stato chi ha pensato di limitarla vandalizzando i manifesti che la nostra associazione ha dedicato all'aborto farmacologico come conquista scientifica da difendere.
O forse a fare paura è, semplicemente, la libertà di scelta delle donne, che non dovrebbero essere informate del fatto che l'aborto farmacologico è una scelta possibile e sicura e può venire incontro al loro sacrosanto, questo sì, diritto di autodeterminazione.
Oppure ancora è temuto il nome della nostra associazione, spesso cancellato insieme al testo dei manifesti, come se a spaventare fosse proprio il fatto che sia un'unione di atei e agnostici a esprimersi e a sostenere i diritti, mentre tante organizzazioni e partiti clericali cercano ogni giorno di negarli (seguendo, d'altronde, gli insegnamenti del "rivoluzionario" papa Bergoglio).
Qualunque sia la verità, sottolineiamo che con questo tipo di attacchi non si fa altro che incoraggiarci a portare avanti le nostre campagne, spingendoci inoltre a invitare tutte le persone che le condividono a sostenerci nel nostro impegno.

Loris Tissino
Coordinatore del Circolo Uaar di Pordenone

Manifesto Uaar imbrattato a Spilimbergo
I manifesti dell'Uaar sulla campagna RU486 imbrattati. Spilimbergo, via Umberto I.

Ciriani, cimiteri e laicità

pubblicato 15 feb 2021, 08:13 da Uaar Pordenone   [ aggiornato in data 15 feb 2021, 08:16 ]

Il dibattito in città è nato dal caso di una donna albanese di religione musulmana, residente in un comune limitrofo, che ha avuto difficoltà nel trovare sepoltura secondo "le modalità imposte dalla loro fede" (come ha affermato il candidato sindaco Gianni Zanolin). La Federazione provinciale del PD ha discusso della proposta di "istituire, se non dei veri e propri cimiteri musulmani, delle aree dedicate all'interno dei cimiteri".

Taher Djafarizad, presidente di Neda Day, ospite del nostro Circolo in diverse occasioni, è intervenuto sulla questione sottolineando con forza che la richiesta di cimiteri islamici o di aree dedicate va in direzione contraria rispetto alla volontà di integrazione: «Noi vogliamo l'integrazione e invece quella è separazione continua . Chi adesso chiede spazi per le sepolture islamiche, in futuro chiederà piscine riservate alle donne o carne halal nelle mense scolastiche per i bambini di religione musulmana. Per realizzare l'integrazione occorrono tre interventi: organizzare corsi di educazione civica per tutti gli immigrati, spiegare la Costituzione e promuovere corsi di lingua obbligatori, soprattutto per le donne. La vera integrazione comporta dei diritti, ma impone anche dei doveri».

Il Sindaco Alessandro Ciriani, infine, ha fatto presente che «proprio perché il cimitero è un luogo laico e non è un terreno consacrato, può accogliere tutti: cattolici, atei e persone di qualsiasi fede.»

Noi del Circolo Uaar apprezziamo la presa di posizione a favore della laicità delle istituzioni espressa dal sindaco della città, contrario alla proposta di creazione di un cimitero islamico. Le istituzioni, infatti, così come i luoghi dedicati alla sepoltura, sono di tutti: credenti (delle varie confessioni) e non credenti. 

Auspichiamo che una tale presa di posizione venga mantenuta non solo quando a chiedere trattamenti differenziati e di favore sono le comunità religiose minoritarie, ma anche quando a farlo sono le quelle che il sindaco definisce "della stragrande maggioranza della popolazione" (con numeri in forte diminuzione, in realtà, come desumibile da molti indicatori), ossia quelle cristiane delle varie denominazioni.

E anche che il tema della laicità sia presente in occasioni nelle quali invece l'amministrazione dà per scontata la presenza di rappresentanti della Chiesa Cattolica a fianco di quelli delle istituzioni civili.

Loris Tissino
Coordinatore Circolo Uaar di Pordenone

Iscrizioni scolastiche al via: che alternative all'IRC offrono le scuole del Friuli occidentale?

pubblicato 4 gen 2021, 01:13 da Uaar Pordenone   [ aggiornato in data 12 dic 2021, 04:13 ]

Il 4 gennaio si apre il periodo in cui si può scegliere la scuola a cui iscriversi o iscrivere i propri figli. Ci siamo messi nei panni di uno studente o di un genitore che deve compiere la scelta e per il quale è importante un’informazione sull’attività prevista in luogo dell’insegnamento della religione cattolica, che dal 1984, in seguito al Concordato Stato/Chiesa, non è più materia obbligatoria.

Ora alternativa
La progettazione di attività alternativa costituisce invece un obbligo per gli istituti scolastici, già riconosciuto in diverse sentenze e ordinanze: il Consiglio di Stato, nel 2010, affermò che  «la mancata attivazione dell’insegnamento alternativo può incidere sulla libertà religiosa dello studente o della famiglia, e di questo aspetto il Ministero … dovrà necessariamente farsi carico»; un’ordinanza del Tribunale di Padova dello stesso anno stabilì che la mancata attivazione dei corsi alternativi costituisce «un comportamento discriminatorio illegittimo», fonte di responsabilità risarcitoria per l’Istituto scolastico.
Ci si potrebbe attendere dunque che nei piani dell’offerta formativa degli Istituti scolastici sia presente una sezione specifica per indicare le attività alternative proposte. Siamo andati a vedere che cosa si può trovare nei siti scolastici dei 39 istituti della nostra ex provincia. Non possiamo dire che siamo sorpresi dai risultati, visto la situazione di rispetto dei diritti dei non credenti in Italia; teniamo però a riepilogarli qui.

Innanzitutto, l’ora alternativa (o le ore: nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sono due alla settimana) viene citata solo in 20 documenti su 39: spesso non per descriverla, ma solo per dire (nel quadro orario) che essa esiste, a fianco o in luogo dell’insegnamento della religione cattolica (e ci sono degli istituti comprensivi che la indicano solo per un ordine di scuola). Per gli altri 19 istituti non esiste proprio, ed è invece presente solo la materia “Religione” o, a volte, “Religione Cattolica” (il fatto che la religione sia quella cattolica sarebbe interessante da precisare, considerando che gli insegnanti sono scelti dal vescovo, anche se pagati dallo Stato).

Anche nei casi in cui le attività alternative sono citate, però, non aspettatevi di trovare una loro descrizione: viene in qualche modo descritto che cosa si fa in queste ore solo nei documenti di tre istituti (e in altri due viene indicato genericamente che i docenti stabiliranno le attività da svolgere, il che è già qualcosa). Non mancano poi alcune “perle”, come il parlare di “esonero” dall’insegnamento di religione cattolica (visto che non si tratta di materia obbligatoria, si dovrebbe parlare della possibilità di non avvalersene) e la decisione di un Collegio Docenti di non valutare le attività alternative, ma solo quelle di religione cattolica. Al di là dei piani dell’offerta formativa, è significativo anche come sono presentati gli orari settimanali delle lezioni: su 22 istituti che li pubblicano, solo in due casi vi è l’indicazione della materia “attività alternativa” in parallelo all’insegnamento della religione cattolica (e molto spesso viene indicato il termine generico “religione”).

Un plauso, invece, va a quell’istituto (l’unico) che ha inserito nel proprio PTOF un riferimento alla laicità, «intesa come senso della distinzione fra sfera religiosa (che attiene alla sacralità ed intoccabilità della coscienza privata) e sfera giuridico-sociale (che attiene alle relazioni interpersonali e all’organizzazione delle comunità)».

Alle scuole che volessero attivarsi per la progettazione di attività didattiche alternative all'insegnamento della religione cattolica, ricordiamo che la nostra associazione ha una sezione del proprio sito dedicata alla raccolta di idee e proposte a cui ispirarsi.

Marta Antoniel
curatrice dell'indagine del Circolo Uaar di Pordenone


Vedi anche: comunicato stampa

(è in preparazione il rapporto che verrà pubblicato a inizio gennaio 2022)

Pronti per un 2021 di indagini sul territorio (con il vostro aiuto)

pubblicato 17 dic 2020, 07:00 da Loris Tissino   [ aggiornato in data 17 dic 2020, 08:45 ]

Ieri sera si è tenuta l'assemblea di circolo dei soci Uaar di Pordenone ed ex provincia. Abbiamo parlato delle attività svolte nel corso del 2020, che era iniziato bene con due conferenze in sede, una dedicata al dramma delle spose bambine e l'altra al tema delle superstizioni e della promozione del pensiero scentifico

A febbraio siamo riusciti ad organizzare una serie di eventi per celebrare l'anniversario della nascita di Charles Darwin, con il coinvolgimento di centinaia di persone e ospiti illustri e ben preparati che hanno saputo affrontare in maniera piacevole e profonda temi che sono spaziati dall'archeologia alla biologia, dalle tecnologie di rete alla ricerca di vite fuori dal mondo). Abbiamo videoregistrato quasi tutti gli interventi, per cui chi se li fosse persi potrà ancora recuperare.

Il ciclo delle Conversazioni a ragion veduta 2019/20 avrebbe dovuto concludersi con un incontro sul tema delle alternative all'insegnamento della religione cattolica a scuola, accompagnato da un corso di aggiornamento per insegnanti, che si sarebbe dovuto tenere a marzo. Poi è scoppiata la pandemia, e abbiamo dovuto rimandare questi due appuntamenti (e non vediamo l'ora di poterli riprogrammare).

Come molte altre associazioni, abbiamo promosso alcune conferenze online. Nel mese di giugno ci sono state le presentazioni di alcuni Premi di Laurea Uaar organizzate dal vicino Circolo di Udine, a novembre la presentazione del libro di Masih Alinejad "Il vento fra i capelli", con l'intervento dell'autrice e di due ospiti di Pordenone, Baharak Darvishi e Taher Djafarizad.

Il 20 settembre siamo stati in centro a Pordenone per invitare i passanti a ricordare la data, che è stata festa nazionale fino al fascismo, dell'anniversario della Presa di Roma (fine del potere temporale del papato), e in quell'occasione abbiamo lanciato la campagna per il tesseramento 2021, che naturalmente prosegue tutt'ora.

Vista la perdurante pandemia, abbiamo deciso di concentrare gli sforzi per il prossimo anno su attività di indagine sul territorio, che possono essere svolte anche online: monitoraggio sulle attività alternative all'IRC proposte nelle scuole, presenza di sale del commiato nei comuni, finanziamenti a comunità religiose ed enti clericali, ecc. Date un'occhiata alla lunga lista di obiettivi che si prefigge l'Uaar per rendervi conto di quante cose si possono fare, iscrivetevi e dateci una mano a realizzarli.

Loris Tissino
Coordinatore Circolo UAAR di Pordenone

Sciamani in cattedra all'Università di Udine? Parliamone...

pubblicato 19 lug 2020, 05:39 da Loris Tissino   [ aggiornato in data 19 lug 2020, 05:54 ]

«Libera da ignoranza e pregiudizi. Uniud è scienza.» Questo si legge sullo striscione che l'Università di Udine ha appeso fuori dalla sua sede del centro città. Una dichiarazione chiara e netta, che noi dell'UAAR non possiamo che sottoscrivere convintamente. In un periodo storico nel quale il dubbio, che assieme alla curiosità, sta alla base del metodo scientifico viene brandito da chiunque per giustificare la propria ignoranza e divulgare credenze strampalate, è infatti fondamentale che le istituzioni si schierino con la scienza e la ricerca.

Proprio per questa convinzione, che condividiamo con l'Università del nostro territorio, siamo rimasti esterrefatti dall'apertura del "Master in Partnership e Sciamanesimo" da parte della stessa Uniud. Il Master universitario di I livello, della durata di un anno e dal costo di € 2.832, può vantare la partecipazione al corpo docente di ben dieci sciamani, provenienti da ogni parte del mondo, i quali cureranno attività formative che spaziano dallo "Sciamanesimo celtico" a "Il mondo degli spiriti", il tutto sotto la supervisione della Direttrice del Master, prof.ssa Antonella Riem.

 
Immagini tratte dal video di presentazione del corso.

Ci chiediamo se l'Università abbia seriamente valutato l'idoneità di tali soggetti, i cui curricula scientifici non sono tutti riassunti nella pagina di presentazione del Master, a svolgere attività didattiche di livello universitario, così come se sia stata condotta una seria valutazione sull'opportunità e la coerenza di tale corso con la mission dell'Ateneo udinese.

Perché una cosa è la cultura che scaturisce dalla ricerca scientifica e dal lavoro dei Professori che, anche nell'ambito di questo percorso formativo, certamente si atterranno al rigore che la regola; altra cosa è far salire letteralmente in cattedra persone che, legittimamente, hanno scelto un'altra strada, che con il rigore e la scienza ha ben pochi punti di contatto.

Da parte nostra ci auguriamo un maggiore senso di responsabilità dell'istituzione di più alta formazione del nostro territorio, nei confronti prima di tutto degli studenti, ma anche dei contribuenti tutti, nell'evitare la diffusione di pseudoscienze e ingerenze religiose esotiche, di cui il nostro Paese non ha certamente (altro) bisogno.

Michelangelo Licata
Coordinatore Circolo UAAR di Udine
(originariamente pubblicato su Facebook)

Un ponte dedicato a Margherita Hack

pubblicato 16 lug 2020, 07:44 da Loris Tissino   [ aggiornato in data 30 ago 2020, 08:05 ]

Questa mattina ho consegnato in Comune la richiesta di intitolare a Margherita Hack, già presidente onoraria dell'Uaar, notissima astrofisica e divulgatrice, il nuovo ponte e il percorso ciclopedonale che collegheranno via Interna a via Galileo Galilei.

La richiesta è stata sottoscritta, oltre che dal Circolo Uaar di Pordenone, da diverse associazioni (FIAB Pordenone - Aruotalibera, Gruppo locale CICAP, Pordenone Linux User Group, Associazione NedaDay, Scuola di scacchi "Vera Menchik") e altre adesioni potranno essere aggiunte, anche individuali.

Margherita Hack Ponte Hack

Chi l'ha conosciuta e ha letto qualche sua opera ha sicuramente potuto apprezzarne le qualità, in tutti i campi. Si è occupata non solo della sua disciplina, ma anche di diritti civili, di contrasto di superstizione e pseudoscienze, di diritti degli animali, di uso della bicicletta come mezzo di trasporto individuale.

Negli archivi video dell'UAAR è disponibile un suo intervento su ateismo ed etica laica nel corso del meeting "Liberi di non credere".

Il 12 giugno del 2021 compirebbe 99 anni. Sarebbe bello poterci ritrovare, quel giorno, su un ponte a lei dedicato per omaggiarne il ricordo.

Loris Tissino
Coordinatore del Circolo UAAR di Pordenone


Com'è andata a finire?
L'Amministrazione Comunale, ignorando la richiesta delle associazioni, ha deciso di dedicare l'infrastruttura a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Scelta comunque onorevole, però un ponte dedicato alla famosa scienziata vicino a tante strade dedicati a famosi scienziati sarebbe stato comunque meglio, a parer nostro. 

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