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Chi ha paura dei manifesti dell'Uaar?

pubblicato 4 apr 2021, 03:16 da Uaar Pordenone   [ aggiornato in data 4 apr 2021, 03:30 ]

La libertà di espressione a qualcuno dà evidentemente fastidio. Come in altre città italiane, anche in Friuli Venezia Giulia (qualche giorno fa a Udine, oggi a Spilimbergo) c'è stato chi ha pensato di limitarla vandalizzando i manifesti che la nostra associazione ha dedicato all'aborto farmacologico come conquista scientifica da difendere.
O forse a fare paura è, semplicemente, la libertà di scelta delle donne, che non dovrebbero essere informate del fatto che l'aborto farmacologico è una scelta possibile e sicura e può venire incontro al loro sacrosanto, questo sì, diritto di autodeterminazione.
Oppure ancora è temuto il nome della nostra associazione, spesso cancellato insieme al testo dei manifesti, come se a spaventare fosse proprio il fatto che sia un'unione di atei e agnostici a esprimersi e a sostenere i diritti, mentre tante organizzazioni e partiti clericali cercano ogni giorno di negarli (seguendo, d'altronde, gli insegnamenti del "rivoluzionario" papa Bergoglio).
Qualunque sia la verità, sottolineiamo che con questo tipo di attacchi non si fa altro che incoraggiarci a portare avanti le nostre campagne, spingendoci inoltre a invitare tutte le persone che le condividono a sostenerci nel nostro impegno.

Loris Tissino
Coordinatore del Circolo Uaar di Pordenone

Manifesto Uaar imbrattato a Spilimbergo
I manifesti dell'Uaar sulla campagna RU486 imbrattati. Spilimbergo, via Umberto I.

Ciriani, cimiteri e laicità

pubblicato 15 feb 2021, 08:13 da Uaar Pordenone   [ aggiornato in data 15 feb 2021, 08:16 ]

Il dibattito in città è nato dal caso di una donna albanese di religione musulmana, residente in un comune limitrofo, che ha avuto difficoltà nel trovare sepoltura secondo "le modalità imposte dalla loro fede" (come ha affermato il candidato sindaco Gianni Zanolin). La Federazione provinciale del PD ha discusso della proposta di "istituire, se non dei veri e propri cimiteri musulmani, delle aree dedicate all'interno dei cimiteri".

Taher Djafarizad, presidente di Neda Day, ospite del nostro Circolo in diverse occasioni, è intervenuto sulla questione sottolineando con forza che la richiesta di cimiteri islamici o di aree dedicate va in direzione contraria rispetto alla volontà di integrazione: «Noi vogliamo l'integrazione e invece quella è separazione continua . Chi adesso chiede spazi per le sepolture islamiche, in futuro chiederà piscine riservate alle donne o carne halal nelle mense scolastiche per i bambini di religione musulmana. Per realizzare l'integrazione occorrono tre interventi: organizzare corsi di educazione civica per tutti gli immigrati, spiegare la Costituzione e promuovere corsi di lingua obbligatori, soprattutto per le donne. La vera integrazione comporta dei diritti, ma impone anche dei doveri».

Il Sindaco Alessandro Ciriani, infine, ha fatto presente che «proprio perché il cimitero è un luogo laico e non è un terreno consacrato, può accogliere tutti: cattolici, atei e persone di qualsiasi fede.»

Noi del Circolo Uaar apprezziamo la presa di posizione a favore della laicità delle istituzioni espressa dal sindaco della città, contrario alla proposta di creazione di un cimitero islamico. Le istituzioni, infatti, così come i luoghi dedicati alla sepoltura, sono di tutti: credenti (delle varie confessioni) e non credenti. 

Auspichiamo che una tale presa di posizione venga mantenuta non solo quando a chiedere trattamenti differenziati e di favore sono le comunità religiose minoritarie, ma anche quando a farlo sono le quelle che il sindaco definisce "della stragrande maggioranza della popolazione" (con numeri in forte diminuzione, in realtà, come desumibile da molti indicatori), ossia quelle cristiane delle varie denominazioni.

E anche che il tema della laicità sia presente in occasioni nelle quali invece l'amministrazione dà per scontata la presenza di rappresentanti della Chiesa Cattolica a fianco di quelli delle istituzioni civili.

Loris Tissino
Coordinatore Circolo Uaar di Pordenone

Iscrizioni scolastiche al via: che alternative all'IRC offrono le scuole del Friuli occidentale?

pubblicato 4 gen 2021, 01:13 da Uaar Pordenone   [ aggiornato il 6 gen 2021, 02:14 da Loris Tissino ]

Il 4 gennaio si apre il periodo in cui si può scegliere la scuola a cui iscriversi o iscrivere i propri figli. Ci siamo messi nei panni di uno studente o di un genitore che deve compiere la scelta e per il quale è importante un’informazione sull’attività prevista in luogo dell’insegnamento della religione cattolica, che dal 1984, in seguito al Concordato Stato/Chiesa, non è più materia obbligatoria.

Ora alternativa
La progettazione di attività alternativa costituisce invece un obbligo per gli istituti scolastici, già riconosciuto in diverse sentenze e ordinanze: il Consiglio di Stato, nel 2010, affermò che  «la mancata attivazione dell’insegnamento alternativo può incidere sulla libertà religiosa dello studente o della famiglia, e di questo aspetto il Ministero … dovrà necessariamente farsi carico»; un’ordinanza del Tribunale di Padova dello stesso anno stabilì che la mancata attivazione dei corsi alternativi costituisce «un comportamento discriminatorio illegittimo», fonte di responsabilità risarcitoria per l’Istituto scolastico.
Ci si potrebbe attendere dunque che nei piani dell’offerta formativa degli Istituti scolastici sia presente una sezione specifica per indicare le attività alternative proposte. Siamo andati a vedere che cosa si può trovare nei siti scolastici dei 39 istituti della nostra ex provincia. Non possiamo dire che siamo sorpresi dai risultati, visto la situazione di rispetto dei diritti dei non credenti in Italia; teniamo però a riepilogarli qui.

Innanzitutto, l’ora alternativa (o le ore: nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sono due alla settimana) viene citata solo in 20 documenti su 39: spesso non per descriverla, ma solo per dire (nel quadro orario) che essa esiste, a fianco o in luogo dell’insegnamento della religione cattolica (e ci sono degli istituti comprensivi che la indicano solo per un ordine di scuola). Per gli altri 19 istituti non esiste proprio, ed è invece presente solo la materia “Religione” o, a volte, “Religione Cattolica” (il fatto che la religione sia quella cattolica sarebbe interessante da precisare, considerando che gli insegnanti sono scelti dal vescovo, anche se pagati dallo Stato).

Anche nei casi in cui le attività alternative sono citate, però, non aspettatevi di trovare una loro descrizione: viene in qualche modo descritto che cosa si fa in queste ore solo nei documenti di tre istituti (e in altri due viene indicato genericamente che i docenti stabiliranno le attività da svolgere, il che è già qualcosa). Non mancano poi alcune “perle”, come il parlare di “esonero” dall’insegnamento di religione cattolica (visto che non si tratta di materia obbligatoria, si dovrebbe parlare della possibilità di non avvalersene) e la decisione di un Collegio Docenti di non valutare le attività alternative, ma solo quelle di religione cattolica. Al di là dei piani dell’offerta formativa, è significativo anche come sono presentati gli orari settimanali delle lezioni: su 22 istituti che li pubblicano, solo in due casi vi è l’indicazione della materia “attività alternativa” in parallelo all’insegnamento della religione cattolica (e molto spesso viene indicato il termine generico “religione”).

Un plauso, invece, va a quell’istituto (l’unico) che ha inserito nel proprio PTOF un riferimento alla laicità, «intesa come senso della distinzione fra sfera religiosa (che attiene alla sacralità ed intoccabilità della coscienza privata) e sfera giuridico-sociale (che attiene alle relazioni interpersonali e all’organizzazione delle comunità)».

Alle scuole che volessero attivarsi per la progettazione di attività didattiche alternative all'insegnamento della religione cattolica, ricordiamo che la nostra associazione ha una sezione del proprio sito dedicata alla raccolta di idee e proposte a cui ispirarsi.

Marta Antoniel
curatrice dell'indagine del Circolo Uaar di Pordenone


Vedi anche: comunicato stampa

Pronti per un 2021 di indagini sul territorio (con il vostro aiuto)

pubblicato 17 dic 2020, 07:00 da Loris Tissino   [ aggiornato in data 17 dic 2020, 08:45 ]

Ieri sera si è tenuta l'assemblea di circolo dei soci Uaar di Pordenone ed ex provincia. Abbiamo parlato delle attività svolte nel corso del 2020, che era iniziato bene con due conferenze in sede, una dedicata al dramma delle spose bambine e l'altra al tema delle superstizioni e della promozione del pensiero scentifico

A febbraio siamo riusciti ad organizzare una serie di eventi per celebrare l'anniversario della nascita di Charles Darwin, con il coinvolgimento di centinaia di persone e ospiti illustri e ben preparati che hanno saputo affrontare in maniera piacevole e profonda temi che sono spaziati dall'archeologia alla biologia, dalle tecnologie di rete alla ricerca di vite fuori dal mondo). Abbiamo videoregistrato quasi tutti gli interventi, per cui chi se li fosse persi potrà ancora recuperare.

Il ciclo delle Conversazioni a ragion veduta 2019/20 avrebbe dovuto concludersi con un incontro sul tema delle alternative all'insegnamento della religione cattolica a scuola, accompagnato da un corso di aggiornamento per insegnanti, che si sarebbe dovuto tenere a marzo. Poi è scoppiata la pandemia, e abbiamo dovuto rimandare questi due appuntamenti (e non vediamo l'ora di poterli riprogrammare).

Come molte altre associazioni, abbiamo promosso alcune conferenze online. Nel mese di giugno ci sono state le presentazioni di alcuni Premi di Laurea Uaar organizzate dal vicino Circolo di Udine, a novembre la presentazione del libro di Masih Alinejad "Il vento fra i capelli", con l'intervento dell'autrice e di due ospiti di Pordenone, Baharak Darvishi e Taher Djafarizad.

Il 20 settembre siamo stati in centro a Pordenone per invitare i passanti a ricordare la data, che è stata festa nazionale fino al fascismo, dell'anniversario della Presa di Roma (fine del potere temporale del papato), e in quell'occasione abbiamo lanciato la campagna per il tesseramento 2021, che naturalmente prosegue tutt'ora.

Vista la perdurante pandemia, abbiamo deciso di concentrare gli sforzi per il prossimo anno su attività di indagine sul territorio, che possono essere svolte anche online: monitoraggio sulle attività alternative all'IRC proposte nelle scuole, presenza di sale del commiato nei comuni, finanziamenti a comunità religiose ed enti clericali, ecc. Date un'occhiata alla lunga lista di obiettivi che si prefigge l'Uaar per rendervi conto di quante cose si possono fare, iscrivetevi e dateci una mano a realizzarli.

Loris Tissino
Coordinatore Circolo UAAR di Pordenone

Sciamani in cattedra all'Università di Udine? Parliamone...

pubblicato 19 lug 2020, 05:39 da Loris Tissino   [ aggiornato in data 19 lug 2020, 05:54 ]

«Libera da ignoranza e pregiudizi. Uniud è scienza.» Questo si legge sullo striscione che l'Università di Udine ha appeso fuori dalla sua sede del centro città. Una dichiarazione chiara e netta, che noi dell'UAAR non possiamo che sottoscrivere convintamente. In un periodo storico nel quale il dubbio, che assieme alla curiosità, sta alla base del metodo scientifico viene brandito da chiunque per giustificare la propria ignoranza e divulgare credenze strampalate, è infatti fondamentale che le istituzioni si schierino con la scienza e la ricerca.

Proprio per questa convinzione, che condividiamo con l'Università del nostro territorio, siamo rimasti esterrefatti dall'apertura del "Master in Partnership e Sciamanesimo" da parte della stessa Uniud. Il Master universitario di I livello, della durata di un anno e dal costo di € 2.832, può vantare la partecipazione al corpo docente di ben dieci sciamani, provenienti da ogni parte del mondo, i quali cureranno attività formative che spaziano dallo "Sciamanesimo celtico" a "Il mondo degli spiriti", il tutto sotto la supervisione della Direttrice del Master, prof.ssa Antonella Riem.

 
Immagini tratte dal video di presentazione del corso.

Ci chiediamo se l'Università abbia seriamente valutato l'idoneità di tali soggetti, i cui curricula scientifici non sono tutti riassunti nella pagina di presentazione del Master, a svolgere attività didattiche di livello universitario, così come se sia stata condotta una seria valutazione sull'opportunità e la coerenza di tale corso con la mission dell'Ateneo udinese.

Perché una cosa è la cultura che scaturisce dalla ricerca scientifica e dal lavoro dei Professori che, anche nell'ambito di questo percorso formativo, certamente si atterranno al rigore che la regola; altra cosa è far salire letteralmente in cattedra persone che, legittimamente, hanno scelto un'altra strada, che con il rigore e la scienza ha ben pochi punti di contatto.

Da parte nostra ci auguriamo un maggiore senso di responsabilità dell'istituzione di più alta formazione del nostro territorio, nei confronti prima di tutto degli studenti, ma anche dei contribuenti tutti, nell'evitare la diffusione di pseudoscienze e ingerenze religiose esotiche, di cui il nostro Paese non ha certamente (altro) bisogno.

Michelangelo Licata
Coordinatore Circolo UAAR di Udine
(originariamente pubblicato su Facebook)

Un ponte dedicato a Margherita Hack

pubblicato 16 lug 2020, 07:44 da Loris Tissino   [ aggiornato in data 30 ago 2020, 08:05 ]

Questa mattina ho consegnato in Comune la richiesta di intitolare a Margherita Hack, già presidente onoraria dell'Uaar, notissima astrofisica e divulgatrice, il nuovo ponte e il percorso ciclopedonale che collegheranno via Interna a via Galileo Galilei.

La richiesta è stata sottoscritta, oltre che dal Circolo Uaar di Pordenone, da diverse associazioni (FIAB Pordenone - Aruotalibera, Gruppo locale CICAP, Pordenone Linux User Group, Associazione NedaDay, Scuola di scacchi "Vera Menchik") e altre adesioni potranno essere aggiunte, anche individuali.

Margherita Hack Ponte Hack

Chi l'ha conosciuta e ha letto qualche sua opera ha sicuramente potuto apprezzarne le qualità, in tutti i campi. Si è occupata non solo della sua disciplina, ma anche di diritti civili, di contrasto di superstizione e pseudoscienze, di diritti degli animali, di uso della bicicletta come mezzo di trasporto individuale.

Negli archivi video dell'UAAR è disponibile un suo intervento su ateismo ed etica laica nel corso del meeting "Liberi di non credere".

Il 12 giugno del 2021 compirebbe 99 anni. Sarebbe bello poterci ritrovare, quel giorno, su un ponte a lei dedicato per omaggiarne il ricordo.

Loris Tissino
Coordinatore del Circolo UAAR di Pordenone


Com'è andata a finire?
L'Amministrazione Comunale, ignorando la richiesta delle associazioni, ha deciso di dedicare l'infrastruttura a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Scelta comunque onorevole, però un ponte dedicato alla famosa scienziata vicino a tante strade dedicati a famosi scienziati sarebbe stato comunque meglio, a parer nostro. 

Commiati e commemorazioni al tempo del COVID-19

pubblicato 8 mag 2020, 00:01 da Uaar Pordenone   [ aggiornato in data 8 mag 2020, 00:12 ]

Viviamo in un tempo sospeso in cui i nostri cari, che sono venuti a mancare, non possono essere salutati con una cerimonia funebre completa.
 
In attesa di poter celebrare il funerale ufficiale, nelle scorse settimane alcuni celebranti della nostra rete Cerimonie Uniche si sono resi disponibili per offrire una commemorazione a chi ci ha lasciato in questo triste periodo, scrivendo e celebrando per loro una cerimonia laica intima e raccolta, anche con il supporto della tecnologia moderna.
 
Consapevoli che poter salutare il proprio caro è un passaggio essenziale sia per onorare la sua vita, sia per ricevere conforto e sostegno nel dare inizio alla fondamentale fase dell'elaborazione del lutto.
 
Se vogliamo cercare un aspetto positivo in questo periodo di stravolgimento delle consuetudini, per quanto riguarda l’ultimo saluto possiamo affermare che, mentre le cerimonie “tradizionali” dovevano svolgersi entro brevissimo tempo (mediamente due giorni dalla morte) ora i funerali si sono trasformati in commemorazioni che possono tenersi anche dopo settimane.
 
Questo significa che i familiari, sebbene privati della possibilità di svolgere un rito alla presenza fisica di tutti gli amici e parenti e purtroppo anche in assenza del feretro, hanno l’opportunità di preparare con più tempo e maggior condivisione una commemorazione
personalizzata e che rispecchi pienamente il loro caro.
 
Molti di noi hanno assistito alla cerimonia del nostro caro collega Fiorino Donina, avvenuta sabato 11 aprile in diretta streeming, celebrata dal nostro formatore Richard Brown con la collaborazione di Elena Pradella e Clarissa Botsford e con la partecipazione di colleghi e amici in connessione via internet da varie parti del mondo.
 
Credo che quella commemorazione sia stata un dono per Fiorino e, al tempo stesso, un ultimo regalo che lui ci ha fatto, facendoci scoprire un nuovo modo di salutarci con partecipazione, creatività e commozione.
 
Da quell’esperienza è nata l’iniziativa “Commemorazione con cinque petali di rosa”, creata assieme al cerimoniere funebre della Socrem di Torino e da sempre amico dell'UAAR, Carlo Giraudo, che ringrazio.
 
Questa modalità si presta sia per comporre cerimonie di commiato in presenza del feretro, sia per cerimonie di commemorazione a distanza di tempo, per coloro che non hanno potuto celebrare il rito prima della cremazione o della tumulazione.

petali

Commemorazione con cinque petali di rosa

primo petalo chi eri

Questo è il petalo delle note biografiche, del racconto della sua infanzia, degli studi, delle amicizie, della carriera.

secondo petalo  dove eri

Questo è il petalo del racconto dei luoghi dove operava, dove viveva e lavorava, dei suoi hobby e delle sue passioni creative.

terzo petalo cosa hai fatto per noi

Questo è il grande petalo della gratitudine, dove raccontare quello che la persona ha fatto per noi e per le altre persone del suo mondo e per la società. Dove raccontare le sue opere, i suoi amori, le sue battaglie, le sue conquiste ed anche le sue sconfitte che lo hanno reso unico ed irripetibile.

quarto petalo  chi eravamo per te

Questo è il petalo dei rapporti personali, quello che probabilmente sarà il più difficile da raccontare perché metterà a nudo il nostro cuore e ci porterà faccia a faccia con il nostro senso di perdita.

quinto petalo dove sei rimasto

Questo è il petalo dei luoghi fisici dove la persona ha vissuto i momenti più felici, quelli dove i suoi occhi brillavano, dove la persona era in unità con la sua parte più profonda ed intima. Diventano i luoghi di elezione per celebrare la cerimonia, ad esempio in montagna, in riva ad un lago ecc… Ma ci sono anche i luoghi immateriali, quelli in cui la persona continua a vivere nella memoria di chi ha amato, attraverso le opere, gli scritti, i figli, gli amori.

Concludendo, possiamo fare questa distinzione: il rito del commiato si svolge in presenza del feretro quindi è più legato alla scomparsa della parte fisica e al senso di perdita. Nella commemorazione in assenza del feretro si palesa maggiormente l’intento di collegarsi alla parte immateriale della persona, al suo spirito per chi ha fede o al suo ricordo per chi non è credente.  In questo modo la celebrazione contribuisce all’inizio dell’elaborazione del lutto poiché risana il dolore per la mancanza del saluto accanto al feretro e crea un legame
indissolubile, slegato dal corpo e proiettato sulla memoria.

Alessandra Rizzi
tanatologa culturale e cerimoniere funebre,

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