La laicità passa per il rifiuto degli esoneri, ma anche dei privilegi

Comunicato stampa
29 novembre 2018

LA LAICITÀ PASSA PER IL RIFIUTO DEGLI ESONERI, MA ANCHE DEI PRIVILEGI

PRESA DI POSIZIONE DELL'UAAR SULLA VICENDA DELLA RICHIESTA DI ESONERO PER MOTIVI RELIGIOSI
DALLE LEZIONI DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

Con un post su Facebook, Loris Tissino, a nome del Circolo di Pordenone dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, prende posizione sulla vicenda relativa alla richiesta di esonero dalle lezioni di scienze motorie e sportive presentata da una persona di fede musulmana per la figlia frequentante una scuola della città.

Questo il testo scritto dal Coordinatore del Circolo degli Atei pordenonesi:

«Bene hanno fatto le istituzioni scolastiche a rifiutare di concedere un esonero da un particolare tipo di lezione per motivi religiosi. Ci auguriamo che si cominci adesso a riflettere su una questione diversa ma collegata: per motivi religiosi non si dovrebbero concedere nemmeno privilegi.

La pretesa di chicchessia di esporre motivazioni religiose a sostegno delle proprie rivendicazioni e richieste dovrebbe essere sempre rifiutata, in nome di un un principio supremo di laicità alla base di tutte le decisioni delle istituzioni pubbliche e della scuola in primo luogo. Va però ricordato che questo principio di laicità vale per tutte le religioni, anche per quelle che hanno pesato maggiormente nella storia italiana. Le idee propugnate dalle religioni infatti non sono vere o false in base al numero di anni per cui vengono propagandate in un determinato territorio e sono tutte sottoponibili all'analisi e alla critica.

Giustamente, il sindaco Ciriani afferma che "accettare mediazioni e mercanteggiamenti su queste questioni significherebbe cominciare a mettere in discussione i nostri valori non negoziabili fondati sulla libertà personale", però poi aggiunge che "tolleranza e accoglienza non significano accettare discriminazioni e pratiche a noi estranee, specie nei luoghi pubblici e nei riguardi delle donne", quasi a indicare che invece le discriminazioni che da noi sono tradizionali debbano essere tollerate.

In nome del principio di laicità, è una cosa ottima che una richiesta come quella avanzata sia stata respinta dal dirigente scolastico. Allo stesso modo, però, i dirigenti scolastici dovrebbero respingere richieste di organizzare attività di tipo religioso nelle scuole anche quando queste consistano (spesso su sollecitazione dei politici e delle amministrazioni pubbliche locali) nel preparare un presepe, nell'esporre un crocifisso, nell'organizzare una benedizione o una visita pastorale. Non è contrapponendo una religione ad un'altra che si risolve il problema dell'integrazione e delle società multiculturali: è sottoponendo all'analisi storico-critica tutte le religioni e togliendo loro qualsiasi privilegio in ambito pubblico.

Pochi giorni fa abbiamo avuto ospite a Pordenone la saggista Cinzia Sciuto, che ha ricordato come nel nostro ordinamento sussistano ancora residui di privilegi accordati ad una particolare confessione religiosa, ma che — se si vogliono difendere i diritti umani — "si deve lavorare per eliminare anche questi residui, non certo per estenderli ad altri gruppi."»

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