CyberDarwin

Comunicato stampa
7 febbraio 2020


CYBER DARWIN
A PORDENONE E MONTEREALE VALCELLINA LA CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO
DELLA NASCITA DI CHARLES DARWIN CON UN CICLO DI CONFERENZE

Quali e quante sono le forti valenze culturali ancora attuali delle scoperte scientifiche di Charles Darwin? Perché è necessario parlare, in dibattiti liberi e pubblici, della teoria dell’evoluzione di Darwin?  Quanto le tecnologie digitali ci aiutano a ricostruire le condizioni ambientali che hanno condizionato in passato le nostre abitudini e la nostra evoluzione? E quanto le stesse tecnologie incidono sulla pressione evolutiva dell’uomo futuro? Quanto l’ambiente terrestre, manipolato e forse del tutto manomesso dalle attività umane, orienterà una futura selezione naturale? Ha senso cercare forme di vita fuori dal sistema solare e studiarne le caratteristiche vitali e di evoluzione?

Queste le domande attorno alle quali si è definito il ricco programma di iniziative che si collocano nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario della nascita di Charles Darwin, ”CYBER DARWIN”, promosso dal Circolo di Pordenone dell’UAAR, dal Museo Archeologico di Montereale Valcellina e dal Gruppo CICAP di Pordenone con la collaborazione dello Studio Eupolis, di Malnisio Science Festival, del Gruppo Utenti Linux (PNLUG) e dell’Istituto di Istruzione Superiore Mattiussi - Pertini, e che gode del patrocinio del Comune di Montereale Valcellina.

Gli eventi in calendario si terranno a Pordenone e Montereale Valcellina tra il 12 e il 20 febbraio. Il programma prevede incontri dedicati ad un pubblico scolastico durante le mattinate a tema, il cui successo è già decretato da un alto numero di adesioni già pervenute (oltre quattrocento gli allievi già prenotati — per verificare la possibilità di portare i propri allievi i docenti possono scrivere a pordenone@uaar.it) e da incontri pomeridiani e serali dedicati ad un pubblico curioso e desideroso di ascoltare e interrogare gli esperti di fama che sono stati invitati.

Come scriveva Olivia P. Judson, biologa evoluzionista, dalle pagine del New York Times qualche tempo fa, la comprensione dei meccanismi alla base dell’evoluzione ci permette di integrare, in un unico framework, tutti i dati che la biologia produce. In altre parole, anche se Darwin non sapeva, per ragioni storiche, alcune importanti nozioni della biologia moderna, senza la sua teoria dell’evoluzione la biologia sarebbe una mera collezione di fatti sconnessi l’uno dall’altro, un insieme disorganizzato di osservazioni puntuali, ma indipendenti tra loro. 

Un’altra valenza culturale e pratica è che la teoria dell’evoluzione ci permette di riconoscere e studiare l’impatto delle attività di oltre sette miliardi di umani sul pianeta, attività che influenzano l’evoluzione di molti viventi accelerandone i tempi di mutazione e adattamento. Tra i tanti esempi sotto gli occhi di tutti: la diffusione della resistenza ai pesticidi negli insetti o l’estinzione di altri; la farmaco-resistenza dei patogeni responsabili di malattie quali la malaria e la tubercolosi; i possibili salti di specie nel contagio virale come per il Coronavirus 2019-nCoV.  Capire l’evoluzione vuole dire, dunque, capire fatti che ci toccano da vicino (perché i batteri possono diventare resistenti agli antibiotici?), oppure per non cadere in trappole mediatiche legate alla presunta creazione in laboratorio di virus che provocano pandemie, o di pseudo-farmaci panacea di tutti i mali...

«Un aspetto che riteniamo fondamentale — sottolineano gli organizzatori —, come segno di modernità culturale del pensiero di Darwin, è riferito al metodo che la teoria dell’evoluzione testimonia, ovvero il metodo scientifico. A dispetto di quanti giocano sulla parola “teoria”, l’evoluzione è un dato di fatto e si basa su osservazioni e dati sperimentali e quindi su evidenze scientifiche. È, dunque, una ragione più filosofica, e per questo più necessaria ai nostri tempi, discutere pubblicamente per riconoscere quanto sia fondamentale cercare prove misurabili, verificabili e trasferibili a sostegno dell’esistenza di un processo evolutivo che trasforma, dalla sua iniziale comparsa, la vita sul nostro pianeta.  Una società in cui l’ideologia e la fede in verità non dimostrabili  divengono un sostituto delle prove sperimentali non avrà sicuramente un futuro roseo. Questo non significa, tuttavia, che la scienza non sia mai distorta da ideologie, ed anche in questo caso i risultati non sono augurabili.  Non esistono saperi all inclusive, che permettono di avere una spiegazione per tutto (creazione, vita, morte, guarigione, etc..): esiste invece la capacità di procedere con metodo nella comprensione del mondo, avanzando ipotesi, cercando dati, elaborando teorie che saranno valide fino a che non si dimostrerà, dati sperimentali alla mano, che sono false. E questo Darwin lo sapeva.»

Gli appuntamenti previsti sono cinque.

Mercoledì 12 febbraio (18.30, ex Tipografia Savio di via Torricella, Pordenone) la biologa Elisa Corteggiani parlerà di quanto oggi biologia molecolare e genetica ci raccontano come caratteristiche individuali, DNA e selezione naturale contribuiscano a determinare ciò che siamo, confermando quelle che per Darwin erano solo intuizioni.

Venerdì 14 doppio appuntamento con Luca Bezzi, archeologo. Alle 18.30 (Palazzo Toffoli di Montereale Valcellina) affronterà l'argomento della ricostruzione facciale dall’archeologia forense all’antropologia evoluzionistica. Alle 20.30 (Polo Tecnologico di Pordenone, via Roveredo 20/b) avrà modo di parlare degli aspetti tecnologici del suo lavoro con gli appassionati di software libero e open source, in una serata organizzata in collaborazione con il PNLUG.

Domenica 16 (18.30, ex Tipografia Savio di via Torricella, Pordenone) sarà la volta dell'astronomo Roberto Ragazzoni, astronomo presso l'Istituto Nazionale di Astrofisica, che parlerà di vite ed evoluzioni fuori dal mondo in un incontro significativamente intitolato "Darwin interstellare".

Per concludere, giovedì 20 (18.30, saletta incontri dell'ex Convento di San Francesco, Pordenone), Mario Pireddu, docente di Apprendimento in Rete e Gestione della Conoscenza all’Università della Tuscia, parlerà di tecnologie di rete e realtà aumentata.

A questi incontri si aggiungono, come detto, tre appuntamenti con gli studenti nelle mattinate. Il programma completo è disponibile nel sito web pordenone.uaar.it/darwinday e sui più importanti canali di comunicazione sociale. «Considerato il ricco programma e la sua valenza culturale — dice Loris Tissino, tra gli organizzatori dell'iniziativa — stupisce che il Comune di Pordenone abbia deciso di negare il proprio patrocinio, affermando nella motivazione che essa "non presenta il particolare rilievo istituzionale previsto dal Regolamento".»

Approfondimenti

Programma completo dell'iniziativa:


Pagina web di Pikaia, il portale dell'evoluzione, sui Darwin Day in Italia: