L'Uaar di Pordenone scrive al Sindaco: revocare convenzioni con scuole cattoliche se discriminano gli insegnanti

Comunicato stampa
30 aprile 2022

IL CIRCOLO UAAR DI PORDENONE SCRIVE AL SINDACO
LE SCUOLE CATTOLICHE DISCRIMINANO IN BASE ALL'ORIENTAMENTO SESSUALE?
IL COMUNE REVOCHI EVENTUALI CONVENZIONI

«È passato un mese dall’Istruzione della Congregazione per l'Educazione Cattolica che mette nero su bianco, qualora qualcuno ne dubitasse, che le scuole cattoliche hanno la facoltà – e il dovere! – di sanzionare fino al licenziamento i dipendenti che nella loro vita privata non si attengono alla dottrina della Chiesa. Abbiamo inviato una lettera al sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani per chiedergli che vengano interrotti i finanziamenti comunali e revocate eventuali convenzioni ancora in essere con le scuole private paritarie che non metteranno per iscritto l'impegno a non discriminare dipendenti sulla base di scelte di vita non coerenti con il catechismo ma pienamente libere e legittime in una democrazia liberale, come ad esempio convivere felicemente con una persona dello stesso sesso, sostenere l'accesso all'aborto e alla contraccezione o esercitare il diritto all'apostasia formale».

È quanto annunciato dal coordinatore del Circolo Uaar di Pordenone, Loris Tissino, a seguito della pubblicazione, il 29 marzo scorso, dell’Istruzione della Congregazione per l'Educazione Cattolica “L'identità della Scuola Cattolica per una cultura del dialogo”.
 
All'inizio del periodo di amministrazione della prima giunta Ciriani, nel 2016, il Comune di Pordenone firmò una convenzione con le paritarie dell'infanzia, con un finanziamento di 16mila euro a sezione. «Il sito web del comune — spiega Tissino — non riporta informazioni in merito al rinnovo, per gli anni successivi, di tale convenzione, ed è per questo che nella lettera abbiamo parlato di "eventuali" convenzioni in essere. Saremmo felici di apprendere che esse non siano state rinnovate. In caso contrario, riterremmo scandaloso che finanziamenti continuino ad essere erogati da un Comune che ha reinterpretato in maniera fantasiosa e clericale il concetto "senza oneri per lo Stato" stabilito all'art. 33 della Costituzione».

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