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Ciriani, cimiteri e laicità

Ciriani, cimiteri e laicità

Il dibattito in città è nato dal caso di una donna albanese di religione musulmana, residente in un comune limitrofo, che ha avuto difficoltà nel trovare sepoltura secondo “le modalità imposte dalla loro fede” (come ha affermato il candidato sindaco Gianni Zanolin). La Federazione provinciale del PD ha discusso della proposta di “istituire, se non dei veri e propri cimiteri musulmani, delle aree dedicate all’interno dei cimiteri”.

Taher Djafarizad, presidente di Neda Day, ospite del nostro Circolo in diverse occasioni, è intervenuto sulla questione sottolineando con forza che la richiesta di cimiteri islamici o di aree dedicate va in direzione contraria rispetto alla volontà di integrazione: «Noi vogliamo l’integrazione e invece quella è separazione continua. Chi adesso chiede spazi per la sepolture islamiche, in futuro chiederà piscine riservate alle donne o carne halal nelle mense scolastiche per i bambini di religione musulmana. Per realizzare l’integrazione occorrono tre interventi: organizzare corsi di educazione civica per tutti gli immigrati, spiegare la Costituzione e promuovere corsi di lingua obbligatori, soprattutto per la donne. La vera integrazione comporta dei diritti, ma impone anche dei doveri».

Il Sindaco Alessandro Ciriani, infine, ha fatto presente che «proprio perché il cimitero è un luogo laico e non è un terreno consacrato, può accogliere tutti: cattolici, atei e persone di qualsiasi fede.»

Noi del Circolo UAAR apprezziamo la presa di posizione a favore della laicità delle istituzioni espressa dal sindaco della città, contrario alla proposta di creazione di un cimitero islamico. Le istituzioni, infatti, così come i luoghi dedicati alla sepoltura, sono di tutti: credenti (delle varie confessioni) e non credenti.

Auspichiamo che una tale presa di posizione venga mantenuta non solo quando a chiedere trattamenti differenziati e di favore sono la comunità religiose minoritarie, ma anche quando a farlo sono la quelle che il sindaco definisce “della stragrande maggioranza della popolazione” (con numeri in forte diminuzione, in realtà, come desumibile da molti indicatori), ossia quelle cristiane delle varie denominazioni.

E anche che il tema della laicità sia presente in occasioni nelle quali invece l’amministrazione dà per scontata la presenza di rappresentanti della Chiesa Cattolica a fianco di quelli delle istituzioni civili.

Loris Tissino
Coordinatore Circolo UAAR di Pordenone

2023-06-04T16:27:08+02:0015 Febbraio 2021|

Alternativa all’IRC? Nelle scuole del Friuli occidentale a malapena citata

Alternativa all’IRC? Nelle scuole del Friuli occidentale a malapena citata

ATTIVITÀ ALTERNATIVA ALL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA A SCUOLA?
NEGLI ISTITUTI DEL FRIULI OCCIDENTALE SPESSO È A MALAPENA CITATA COME POSSIBILITÀ.
LA DENUNCIA DEL CIRCOLO UAAR DIvPORDENONE.

In occasione dell’avvio del periodo delle iscrizioni scolastiche, il Circolo UAAR di Pordenone ha condotto un’analisi delle offerte formative dei 39 is ituti scolastici pubblici del Friuli occidentale per vedere, mettendosi nei panni di uno studente o di un genitore alle prese con la scelta, che cosa è previsto per gli allievi che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica.

Ebbene, la metà degli istituti, stando ai dati forniti dal Circolo nel proprio blog, non cita proprio l’attività alternativa, neanche per dire che essa esiste, almeno nel quadro orario. Se poi si tenta di trovare una descrizione della stessa, si ha fortuna solo in tre casi.

«Non possiamo dire di esserci sorpresi nell’analizzare le proposte formative descritte dagli istituti — afferma Marta Antoniel, che ha coordinato l’indagine — ma è desolante comunque verificare che un obbligo previsto da diverse sentenze e ordinanze di tribunale sia così disatteso, con pesanti ricadute sul piano della non discriminazione verso chi non intende avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.»

Tra le poche notizie positive del rapporto vi è quella di un istituto in cui è citato il valore fondamentale della laicità, «intesa come senso della distinzione fra sfera religiosa (che attiene alla sacralità ed intoccabilità della coscienza privata) e sfera giuridico-sociale (che attiene alle relazioni interpersonali e all’organizzazione delle comunità)».

Grazie ad una battaglia legale dell’Uaar, vinta con una sentenza del Tar del Lazio nel mese di ottobre, è stata dichiarata contraria al buon andamento della pubblica amministrazione quella discrepanza temporale tra la scelta di non avvalersi della religione cattolica (da effettuarsi al momento dell’iscrizione) e la scelta delle attività alternative (da effettuarsi all’inizio dell’anno scolastico), discrepanza che ha sempre avuto come effetto inevitabili ritardi nell’avvio delle attività alternative. Ora il Ministero ha deciso però di continuare nella discriminazione, facendo esprimere la propria preferenza su che cosa fare in luogo della frequenza del corso di religione cattolica non al momento dell’iscrizione ma successivamente, a giugno. In questo modo i docenti avranno sicuramente minor tempo per decidere collegialmente che attività programmare per l’anno successivo. Ma quel tempo dovrà essere impiegato per fare in modo che nessun bambino sia privato dell’attività alternativa a cui ha diritto, fin dal primo giorno di scuola.

«L’assenza di un’attività progettuale su questo punto da parte degli istituti scolastici è incomprensibile — prosegue Marta Antoniel —, stante il fatto che già nel 2012 fu pubblicata una nota dell’Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia in cui si parla esplicitamente di “obbligo di organizzazione delle attività alternative” con l’indicazione che è compito del Collegio docenti la definizione dei contenuti delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica e dei Dirigenti scolastici l’attribuire le ore alternative ai docenti in servizio o, qualora non possibile, stipulare contratti a tempo determinato. Quest’anno ci saranno a disposizione tre mesi in più per farlo, per cui terremo monitorata la situazione, invitando fin d’ora studenti, genitori e docenti a segnalarci tutte le iniziative, positive o negative che siano, su questo tema.»

2023-03-26T15:30:27+02:004 Gennaio 2021|

Iscrizioni scolastiche al via: che alternative all’IRC offrono le scuole del Friuli occidentale?

Iscrizioni scolastiche al via: che alternative all’IRC offrono le scuole del Friuli occidentale?

Il 4 gennaio si apre il periodo in cui si può scegliere la scuola a cui iscriversi o iscrivere i propri figli. Ci siamo messi nei panni di uno studente o di un genitore che deve compiere la scelta e per il quale è importante un’informazione sull’attività prevista in luogo dell’insegnamento della religione cattolica, che dal 1984, in seguito al Concordato Stato/Chiesa, non è più materia obbligatoria.

La progettazione di attività alternativa costituisce invece un obbligo per gli istituti scolastici, già riconosciuto in diverse sentenze e ordinanze: il Consiglio di Stato, nel 2010, affermò che «la mancata attivazione dell’insegnamento alternativo può incidere sulla libertà religiosa dello studente o della famiglia, e di questo aspetto il Ministero… dovrà necessariamente farsi carico»; un’ordinanza del Tribunale di Padova dello stesso anno stabilì che la mancata attivazione dei corsi alternativi costituisce «un comportamento discriminatorio illegittimo», fonte di responsabilità risarcitoria per l’Istituto scolastico.
Ci si potrebbe attendere dunque che nei piani dell’offerta formativa degli Istituti scolastici sia presente una sezione specifica per indicare le attività alternative proposte. Siamo andati a vedere che cosa si può trovare nei siti scolastici dei 39 istituti della nostra ex provincia. Non possiamo dire che siamo sorpresi dai risultati, visto la situazione di rispetto dei diritti dei non credenti in Italia; teniamo però a riepilogarli qui.

Innanzitutto, l’ora alternativa (o le ore: nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sono due alla settimana) viene citata solo in 20 documenti su 39: spesso non per descriverla, ma solo per dire (nel quadro orario) che essa esiste, a fianco o in luogo dell’insegnamento della religione cattolica (e ci sono degli istituti comprensivi che la indicano solo per un ordine di scuola). Per gli altri 19 istituti non esiste proprio, ed è invece presente solo la materia “Religione” o, a volte, “Religione Cattolica” (il fatto che la religione sia quella cattolica sarebbe interessante da precisare, considerando che gli insegnanti sono scelti dal vescovo, anche se pagati dallo Stato).

Anche nei casi in cui le attività alternative sono citate, però, non aspettatevi di trovare una loro descrizione: viene in qualche modo descritto che cosa si fa in queste ore solo nei documenti di tre istituti (e in altri due viene indicato genericamente che i docenti stabiliranno le attività da svolgere, il che è già qualcosa). Non mancano poi alcune “perle”, come il parlare di “esonero” dall’insegnamento di religione cattolica (visto che non si tratta di materia obbligatoria, si dovrebbe parlare della possibilità di non avvalersene) e la decisione di un Collegio Docenti di non valutare le attività alternative, ma solo quelle di religione cattolica. Al di là dei piani dell’offerta formativa, è significativo anche come sono presentati gli orari settimanali delle lezioni: su 22 istituti che li pubblicano, solo in due casi vi è l’indicazione della materia “attività alternativa” in parallelo all’insegnamento della religione cattolica (e molto spesso viene indicato il termine generico “religione”).

Un plauso, invece, va a quell’istituto (l’unico) che ha inserito nel proprio PTOF un riferimento alla laicità, «intesa come senso della distinzione fra sfera religiosa (che attiene alla sacralità ed intoccabilità della coscienza privata) e sfera giuridico-sociale (che attiene alle relazioni interpersonali e all’organizzazione delle comunità)».

Alle scuole che volessero attivarsi per la progettazione di attività didattiche alternative all’insegnamento della religione cattolica, ricordiamo che la nostra associazione ha una sezione del proprio sito dedicata alla raccolta di idee e proposte a cui ispirarsi.

Marta Antoniel
Curatrice dell’indagine del Circolo UAAR di Pordenone

[COMUNICATO STAMPA]

(È in preparazione il rapporto che verrà pubblicato a inizio gennaio 2022)

2023-03-19T21:02:53+01:004 Gennaio 2021|

Pronti per un 2021 di indagini sul territorio (con il vostro aiuto)

Pronti per un 2021 di indagini sul territorio (con il vostro aiuto)

Ieri sera si è tenuta l’assemblea di circolo dei soci UAAR di Pordenone ed ex provincia. Abbiamo parlato delle attività svolte nel corso del 2020, che erano iniziate con due conferenze in sede, una dedicata al dramma delle spose bambine e l’altra al tema delle superstizioni e della promozione del pensiero scentifico.

A febbraio siamo riusciti ad organizzare una serie di eventi per celebrare l’anniversario della nascita di Charles Darwin, con Il coinvolgimento di centinaia di persone e ospiti illustri e ben preparati che hanno saputo affrontare in maniera piacevole e profonda temi che sono spaziati dall’archeologia alla biologia, dalle tecnologie di rete alla ricerca di vite fuori dal mondo). Abbiamo videoregistrato quasi tutti gli interventi, per cui chi se li fosse persi potrà ancora recuperare.

Il ciclo delle Conversazioni a ragion veduta 2019/20 avrebbe dovuto concludersi con un incontro sul tema delle alternative all’insegnamento della religione cattolica a scuola, accompagnato da un corso di aggiornamento per insegnanti, che si sarebbe dovuto tenere a marzo. Poi è scoppiata la pandemia, e abbiamo dovuto rimandare questi due appuntamenti (e non vediamo l’ora di poterli riprogrammare).

Come molte altre associazioni, abbiamo promosso alcune conferenze online. Nel mese di giugno ci sono state le presentazioni di alcuni Premi di Laurea Uaar organizzate dal vicino Circolo di Udine, a novembre la presentazione del libro di Masih Alinejad Il vento fra i capelli, con l’intervento dell’autrice e di due ospiti di Pordenone, Baharak Darvishi e Taher Djafarizad.

Il 20 settembre siamo stati in centro a Pordenone per invitare i passanti a ricordare la data, che è stata festa nazionale fino al fascismo, dell’anniversario della Presa di Roma (fine del potere temporale del papato), e in quell’occasione abbiamo lanciato la campagna per Il tesseramento 2021, che naturalmente prosegue tutt’ora.

Vista la perdurante pandemia, abbiamo deciso di concentrare gli sforzi per Il prossimo anno su attività di indagine sul territorio, che possono essere svolte anche online: monitoraggio sulle attività alternative all’IRC proposte nelle scuole, presenza di sale del commiato nei comuni, finanziamenti a comunità religiose ed enti clericali, ecc. Date un’occhiata alla lunga lista di obiettivi che si prefigge l’Uaar per rendervi conto di quante cose si possono fare, iscrivetevi e dateci una mano a realizzarli.

Loris Tissino
Coordinatore Circolo UAAR di Pordenone

2023-03-19T21:01:31+01:0017 Dicembre 2020|

Assemblea di circolo, dicembre 2020

Assemblea di circolo, dicembre 2020

Assemblea degli iscritti UAAR di Pordenone ed ex-provincia

Mercoledì 16 dicembre 2020, ore 20.30
Online (il link di invito è stato mandato agli iscritti — in caso di mancata ricezione contattare il circolo)

Ordine del giorno:

  • riepilogo delle attività svolte nel corso del 2020;
  • illustrazione delle attività programmate per la prima parte del 2021;
  • proposte per attività future;
  • rinnovo cariche (elezione di coordinatore, cassiere, attivo di circolo);
  • varie ed eventuali.

Possono partecipare iscritti, simpatizzanti, semplici interessati. Hanno diritto al voto solo i soci in regola con l’iscrizione. L’iscrizione/rinnovo può avvenire online.
Per candidarsi a coordinatore, cassiere, vice-coordinatore, componente dell’attivo di circolo, o anche solo per chiedere informazioni, potete già ora scrivere a pordenone@uaar.it (oppure farlo il giorno stesso dell’assemblea).

2024-04-07T17:48:05+02:008 Dicembre 2020|

Ora alternativa all’IRC: un diritto da garantire pienamente

Ora alternativa all’IRC: un diritto da garantire pienamente

ORA ALTERNATIVA
ALL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA
Un diritto da garantire pienamente

Incontro di formazione, rivolto a tutto il personale della scuola, organizzato dal Circolo UAAR di Pordenone in collaborazione con FLC CGIL di Pordenone e Proteo Fare Sapere del Friuli Venezia Giulia.

In videoconferenza

Venerdì 26 marzo 2021
Ore 17.00-19.00

PROGRAMMA

Presentazione dell’iniziativa e saluti

Maria Adelaide Puddu, Presidente Proteo Fare Sapere FVG
Mario Bellomo, Segretario provinciale FLC CGIL Pordenone

Interventi

Roberto Grendene
Segretario nazionale dell’UAAR

La tutela del diritto allo studio e alla libertà religiosa tra ostacoli da superare e percorsi non discriminanti

Manuela Calza
Segreteria nazionale FLC CGIL

IRC e attività alternative: il quadro normativo a tutela del diritto di scelta delle famiglie e delle pari opportunità formative per tutti gli alunni

L’Associazione Proteo Fare Sapere è soggetto qualificato per la formazione e l’aggiornamento del personale della scuola ed è inserito nell’elenco definitivo del MIUR ai sensi del D.M. 177/200 e D.M. dell’8/6/05.
Sarà rilasciato attestato di partecipazione a tutti gli iscritti all’Associazione Proteo Fare Sapere.
L’iscrizione potrà essere fatta anche il giorno stesso della partecipazione. La quota annua è di Euro 10.00.

PDF con scheda di iscrizione all’incontro

L’iniziativa è aperta, in tutti i territori del Friuli Venezia Giulia, a chiunque voglia partecipare.

2023-03-19T21:03:33+01:0026 Novembre 2020|

Presentazione del libro “Il vento fra i capelli”

Presentazione del libro “Il vento fra i capelli”

Venerdì 20 novembre 2020, ore 18.00
Sui canali social dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Facebook, YouTube), incontro online con la giornalista e scrittrice iraniana Masih Alinejad, uno dei volti più noti al mondo nella lotta all’obbligo del velo, fondatrice della seguitissima campagna social “My stealthy freedom” (“La mia libertà clandestina”) e autrice del libro Il vento fra i capelli. La mia lotta per la libertà nel moderno Iran pubblicato in Italia da Nessun Dogma, progetto editoriale dell’UAAR.

A dialogare con Masih Alinejad ci saranno, in collegamento dal circolo UAAR di Pordenone:
Taher Djafarizad, nato a Talesh (Iran) nel 1956 e dal 1980 in Italia. Sociologo da sempre impegnato per i diritti umani, è il fondatore dell’associazione NedaDay (intitolata alla studentessa Neda Salehi AghaSoltan, uccisa durante le proteste del 2009 contro il regime iraniano), che promuove campagne internazionali a sostegno delle donne, come quella per vietare i matrimoni precoci;
Darvishi Baharak, nata a Rasht (Iran), si è laureata in microbiologia e vive da 25 anni in Italia. Attivista per i diritti delle donne, collabora con l’associazione Neda Day.

Introduce e modera l’incontro Giorgio Maone, responsabile Eventi e Relazioni internazionali dell’UAAR; con la partecipazione del responsabile del circolo di Pordenone, Loris Tissino.

Aggiornamento

Video dell'evento

2024-04-07T17:48:12+02:0013 Novembre 2020|

20 settembre, tavolo informativo sul 150° anniversario della Presa di Roma

20 settembre, tavolo informativo sul 150° anniversario della Presa di Roma

20 SETTEMBRE: PER L’UAAR RESTA UNA FESTA
TAVOLO INFORMATIVO A PORDENONE PER IL 150° ANNIVERSARIO DELLA PRESA DI ROMA

Gli attivisti dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti saranno presenti in via Mazzini a Pordenone nel pomeriggio di domenica 20 settembre, dalle 16.00 alle 19.00, con un tavolo informativo per ricordare che in quella data cade il 150° anniversario della presa di Roma, capitale d’Italia proprio in seguito alla breccia di Porta Pia, evento storico e simbolico che rappresenta la fine del potere temporale dei papi.

«Il XX Settembre fu a lungo celebrato come festa nazionale, come testimoniato dalla presenza in molte città italiane (e tra queste Pordenone) di vie e piazze ad esso dedicato — ricorda Loris Tissino, coordinatore del Circolo Uaar di Pordenone — e fu abolito nel 1930 dal Fascismo dopo i Patti Lateranensi. Con il nostro tavolo informativo vogliamo ricordarlo insieme a tutte le persone, credenti o non credenti, che tengono alla laicità delle istituzioni e al compimento del principio risorgimentale “Libera Chiesa in libero Stato”. Avremmo voluto farlo in piazza XX Settembre, ma ci è stata negata l’autorizzazione per motivi di ordine pubblico legati alla presenza delle strutture di pordenonelegge: da via Mazzini inviteremo comunque i singoli cittadini a fermarsi sotto una delle insegne di intitolazione della vicina Piazza XX Settembre e a farsi (e inviarci) un selfie.»

L’UAAR ha chiesto a diverse personalità di fama nazionale di inviare un messaggio che spieghi perché è così importante ricordare questa data, una festa dimenticata da tutti; l’appello è stato raccolto dal fisico Carlo Rovelli, dal matematico Piergiorgio Odifreddi, dal segretario generale Arcigay Gabriele Piazzoni, dal presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti Yuri Guaiana e da Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico.

A Pordenone, tre anni fa, proprio la data del 20 settembre fu scelta dal Circolo cittadino dell’associazione per l’inaugurazione della propria sede, con una conferenza del prof. Fulvio Salimbeni, docente di Storia d’Europa e Storia del Risorgimento all’Università degli Studi di Udine, la cui videoregistrazione è disponibile nel sito web del Circolo.

Approfondimenti

Le iniziative a livello nazionale per i 150 anni della Presa di Roma
blog.uaar.it/2020/09/14/settembre-1870-2020-150-anni-dalla-breccia-porta-pia-rovelli-odifreddi-guaiana-piazzoni-zan-tanti-altri-ricordano-anniversario-insieme-all-uaar

Videoregistrazione dell’intervento del prof. Salimbeni a Pordenone
pordenone.uaar.it/comunicati-stampa/libera-chiesa-in-libero-stato

2023-03-26T15:30:27+02:0018 Settembre 2020|

150° anniversario Presa di Roma

150° anniversario Presa di Roma

Nel pomeriggio di domenica 20 settembre 2020 saremo presenti in via Mazzini a Pordenone con un tavolo informativo sul 150° anniversario della Presa di Roma, alla cui data è dedicata la piazza centrale di Pordenone, dove non potremo essere presenti per motivi di ordine pubblico (così ci è stato detto). Via Mazzini è comunque vicina alla Piazza, per cui potremo invitare i singoli cittadini ad andarci e scattarsi un selfie sotto una delle insegne.

L’iniziativa si svolge in parallelo con molte altre analoghe in tutta Italia. Nel blog nazionale si possono trovare un articolo, una mappa degli eventi e dei video informativi.

[COMUNICATO STAMPA]

Aggiornamento

Foto dell'evento

Ecco alcune fotografie scattate sotto l’insegna di Piazza XX Settembre.

2024-04-07T17:48:19+02:0013 Settembre 2020|

Sciamani in cattedra all’Università di Udine? Parliamone…

Sciamani in cattedra all’Università di Udine? Parliamone…

«Libera da ignoranza e pregiudizi. Uniud è scienza.» Questo si legge sullo striscione che l’Università di Udine ha appeso fuori dalla sua sede del centro città. Una dichiarazione chiara e netta, che noi dell’UAAR non possiamo che sottoscrivere convintamente. In un periodo storico nel quale il dubbio, che assieme alla curiosità, sta alla base del metodo scientifico viene brandito da chiunque per giustificare la propria ignoranza e divulgare credenze strampalate, è infatti fondamentale che le istituzioni si schierino con la scienza e la ricerca.

Proprio per questa convinzione, che condividiamo con l’Università del nostro territorio, siamo rimasti esterrefatti dall’apertura del “Master in Partnership e Sciamanesimo” da parte della stessa Uniud. Il Master universitario di I livello, della durata di un anno e dal costo di € 2.832, può vantare la partecipazione al corpo docente di ben dieci sciamani, provenienti da ogni parte del mondo, i quali cureranno attività formative che spaziano dallo “Sciamanesimo celtico” a “Il mondo degli spiriti”, il tutto sotto la supervisione della Direttrice del Master, prof.ssa Antonella Riem.

Immagine tratta dal video di presentazione del corso.

Immagine tratta dal video di presentazione del corso.

Ci chiediamo se l’Università abbia seriamente valutato l’idoneità di tali soggetti, i cui curricula scientifici non sono tutti riassunti nella pagina di presentazione del Master, a svolgere attività didattiche di livello universitario, così come se sia stata condotta una seria valutazione sull’opportunità e la coerenza di tale corso con la mission dell’Ateneo udinese.

Perché una cosa è la cultura che scaturisce dalla ricerca scientifica e dal lavoro dei Professori che, anche nell’ambito di questo percorso formativo, certamente si atterranno al rigore che la regola; altra cosa è far salire letteralmente in cattedra persone che, legittimamente, hanno scelto un’altra strada, che con il rigore e la scienza ha ben pochi punti di contatto.

Da parte nostra ci auguriamo un maggiore senso di responsabilità dell’istituzione di più alta formazione del nostro territorio, nei confronti prima di tutto degli studenti, ma anche dei contribuenti tutti, nell’evitare la diffusione di pseudoscienze e ingerenze religiose esotiche, di cui il nostro Paese non ha certamente (altro) bisogno.

Michelangelo Licata
Coordinatore Circolo UAAR di Udine
(originariamente pubblicato su Facebook)

2023-03-19T20:51:48+01:0019 Luglio 2020|