Tre volontari pordenonesi al Festival Laico Umanista di Senigallia
Tre volontari pordenonesi al Festival Laico Umanista di Senigallia
«L’esistenza della nostra associazione viene accolta con un sospiro di sollievo da parte di molte persone che sono venute a trovarci al Festival.» È questo che ci racconta Marco Iacobucci, uno dei tre volontari pordenonesi presenti in questi giorni a Senigallia, dove si sta svolgendo il primo Festival Laico Umanista organizzato dall’Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti per festeggiare (dal 6 all’8 ottobre) i primi trent’anni di vita dell’associazione. Il Festival ieri ha visto tra i suoi ospiti Beppino Englaro e Mina Welby, che hanno parlato delle battaglie per il biotestamento ed una morte dignitosa.
«Stiamo ripercorrendo, insieme ad una cinquantina di altri volontari provenienti da tutta Italia – dicono Marco e gli altri due pordenonesi, Andrea Cancian e Marco Scapin – le tappe di una storia trentennale, festeggiando i risultati raggiunti e immaginandocene di nuovi: le nostre iniziative hanno riguardato lo sbattezzo e l’ora alternativa, l’autodeterminazione delle donne e i diritti delle persone LGBTQ, la promozione del pensiero razionale e scientifico e di una legge sul fine vita, passando per campagne informative sui costi della chiesa e le ’clericalate’ delle amministrazioni pubbliche. Qui, oltre a confrontarci tra noi su questi temi, stiamo offrendo informazioni alle molte persone che passano a chiederle.»
«L’esperienza è molto significativa e ci sta dando molte idee su come portare questi temi anche a Pordenone – proseguono – dove metteremo in calendario diverse attività nei prossimi mesi.»

I tre volontari pordenonesi in compagnia della responsabile nazionale dei circoli UAAR, Liana Moca.

Tavolo UAAR al Festival Laico Umanista a Senigallia.

























